“Hora Nona“, periodico mensile di natura culturale – religioso, dell’Associazione “Maria SS. Immacolata Fonte di Grazie”, con sede a Bosco di Rosarno, viene fondato nel 2009 su ispirazione di Luciana Cannatà, carismatica della preghiera.

Il giornale è stato diretto sino a giugno del 2011 dalla dott.ssa Isabella Loschiavo,
giornalista e scrittrice di Taurianova.

Il direttore attuale è il dott. Giuseppe Legato.
Calabrese, giornalista professionista, lavora a “La Stampa” di Torino dal 2004.
“Hora Nona”
Tutto nel tempo è un invito a sostare, a riflettere, per poi continuare a camminare e cogliere, dalla vita, l’eterno messaggio dell’amore. Anche le occasioni spesso non previste hanno un loro messaggio, una richiesta di attenzione. È capitato anche a me!
Nelle mani ho un numero della rivista “Hora Nona”. La mia scrivania è sommersa di riviste, di giornali che attendono un pò del mio tempo, una mia lettura per riflettere su temi che formano la rete del nostro tempo, l’inquietudine del nostro oggi.
“Hora Nona” è l’ora che la storia, per 2014 anni, ha ritenuto l’ora della vita; l’ora in cui si è celebrato il sacrificio supremo di un Dio che si è fatto uno di noi, per farci come lui; l’ora in cui l’umanità è stata invitata a fermarsi per adorare, contemplare, imparare che “se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,24); l’ora in cui anche i non credenti sono costretti a riconoscere che “veramente quest’uomo era giusto”(Lc 23,47). Anche quelli che erano venuti per vedere lo “spettacolo”, davanti a questi fatti se ne tornavano a casa battendosi il petto (cfr. Lc 23,48).
E’ l’ora in cui ha inizio la storia della salvezza, il messaggio autentico della vera libertà, la chiamata universale degli uomini di buona volontà a ricevere la pace per diventare, con Cristo, operatori di pace.
E’ l’ora in cui l’uomo deve ritrovare il coraggio e l’onestà del cuore per scegliere Cristo e seguire le sue orme, per continuare, nel tempo, il suo mandato: come ho fatto io, fate anche voi (cfr. Gv 13,15).
“Hora Nona” è l’ora in cui la croce, da segno di sconfitta, di umiliazione, di vergogna diventa il trono del regno di Dio in mezzo a noi: regno di giustizia, di pace e di amore.
E’ l’ora che torna ogni giorno nella vita di tutti per ricordare ai cristiani che “senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5).
“Hora nona” è l’ora in cui si celebra il sacrificio che insegna a tutti il grande comandamento dell’amore: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13).
“Hora Nona” è l’ora in cui, per mezzo di Cristo, celebriamo l’abbraccio con il Padre, la gioia del suo perdono, e siamo ammessi all’eterno convito, alla festa “perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrova-to” (Lc 15,24).
“Siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo”(Ef 4,32).
“Fatevi imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore” (Ef 5,1-2).
“Hora Nona” è il momento sublime in cui la falsità viene debellata, la sincerità trasformata in testimonianza, la promessa in comportamento, la scelta in una crescita responsabile, profonda, continua per essere sempre più segno di Cristo nel mondo: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5,16).
“Hora Nona” ci ricorda la gioia perché, anche se peccatori, Gesù ci ha redenti ed affidati ad una Mamma, Maria: “Gesù, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava disse alla madre: <<Donna, ecco il tuo figlio!>>. Poi disse al discepolo: <<Ecco la tua madre!>>. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa” (Gv 19,26-27).
E’ con Maria che ognuno di noi deve crescere nella fede e nell’amore; è con Maria che dobbiamo sentire la bellezza dell’oggi; è con Maria che dobbiamo maturare la gioia e la consapevolezza che siamo la Chiesa che spalanca ogni giorno di più le sue porte a Cristo per permettere a chi entra di incontrarlo e godere della sua luce.
Padre Angelo Muri
Accademico dell’Istituto Superiore di Studi Umanistici Roma/Parigi
dell’Accademia Tiberina e
dell’Accademia dei “500”
MESAGNE ( Brindisi )
